Il Norvegese delle Foreste
 
 
 
 
 
ASPETTO  
Come si può non rimanere affascinati davanti ad un Norvegese, dalla bellezza semplice, altera e nello stesso tempo irresistibile, al suo sguardo dolce e selvaggio? 
Il norvegese emana un'impressione di forza e tranquillità, caratteristica fondamentale della razza. 
I maschi sono molto più imponenti delle femmine. Arrivano a pesare fino a 9 kg mentre le femmine pesano dai 3 ai  5 Kg 
Il Norvegese deve essere grande e possedere un'ossatura robusta e forte. Le zampe posteriori sono più alte rispetto a quelle anteriori: questo permette al ventre di non toccare la neve, caratteristica importante per un gatto che deve vivere nelle fredde foreste del nord. Inoltre i piedi sono palmati, cioè presentano dei ciuffi di pelo fra le dita, che gli consentono di correre e camminare nella neve senza sprofondare. 
Una particolarità che contraddistingue il norvegese è che è capace di scendere  da un albero a testa in giù girando a spirale lungo il tronco. 
Il suo mantello è spesso e brillante, dal pelo di copertura caratteristico, oleato, totalmente idrorepellente. Nei mesi invernali il suo manto è al massimo del suo splendore, formando un folto collare attorno al collo, mentre vaporosi “pantaloncini” scendono sulle cosce.  
La punta delle orecchie dovrebbe avere dei ciuffetti di pelo all’estremità, come nella lince, donandogli quell’aspetto da felino selvatico. 
La coda deve essere lunga (stendendola sul dorso dovrebbe arrivare almeno alle scapole) e folta; normalmente viene portata dritta come un pennacchio. 
La testa deve avere, nel gatto ideale, un profilo dritto che si unisce in un triangolo in perfetta armonia con le grandi orecchie puntate in avanti. Gli occhi devono essere leggermente a mandorla e posti in obliquo rispetto la canna nasale. Il mento deve essere forte e ben disegnato. 
 
CARATTERE 
Il Norvegese delle Foreste non si distingue solo per la sua bellezza selvaggia  ma è anche dolce e coccolone ed è molto socievole. 
La sua intelligenza è acuta, capisce tutto ed è facile insegnargli tante cose. Ad esempio, in casa mia non è insolito vedere i gatti giocare a riportare la pallina... e non perchè gli sia stato insegnato da noi... semplicemente perchè hanno capito che agli umani piace giocare con la pallina! 
Si attacca particolarmente al suo padrone che segue praticamente ovunque: non provate a lasciarlo fuori da una stanza... potrebbe tentare di aprire la porta! Tralasciando gli scherzi lo si può considerare tranquillamente un gatto casalingo. Basta fornirgli un bel tiragraffi dove farsi gli artigli e non dovrete temere per l'incolumità dei vostri mobili. Ama molto stare a guardare quello che gli succede intorno dall'alto e quindi è facile trovarlo appollaiato su qualche libreria.  
E' un gatto decisamente discreto, mai invadente ma ha il dono di essere sempre presente nella vita familiare.  Come detto partecipa attivamente, vuole sempre sapere cosa state facendo e vi segue dappertutto esprimendo i suo stati d’animo con la mimica e parlando nel vero senso della parola con dolci miagolii. La sua voce è delicata ed ha una vasta gamma di tonalità a seconda di quello che vuole comunicarvi. Ovviamente l'intonazione varia da gatto a gatto (come per gli umani) quindi non c'è un gatto che abbia la stessa voce di un altro. 
Il Norvegese delle Foreste ha una passione sfrenata per l'acqua. I miei gatti stanno ore a guardare l'acqua nel Wc e adorano dormire accoccolati nei lavandini. Non amano invece molto finire dentro l'acqua. Si oppongono con fierezza e letteralmente "tengono il muso" per l'oltraggio subito. 
 
 
ALLEVARE IL NORVEGESE 
 
Alcuni maschi possono essere attivi sessualmente già a 6 mesi, altri hanno uno sviluppo molto più lento dai 10 ai 12 mesi di età, in rari casi anche oltre. 
La femmina del gatto norvegese delle foreste raggiunge la maturità sessuale intorno ai 7-9 mesi, ma è bene attendere per la prima cucciolata almeno il compimento del 10 mese di età (generalmente equivale al salto del primo calore) per permetterle di non essere prematura e poter accudire la prole. 
L'ideale sarebbe attendere il compimento dell'anno ma purtroppo ci sono casi in cui aspettare può essere dannoso. Dipende infatti da quanto tempo passa tra un calore ed un altro: possono esserci femmine che vanno in calore una settimana e poi stanno tranquille per un mese o femmine (come la mia Briseide) che ogni 10-15 giorni vanno in calore.  
La gestazione generalmente dura dai 57 ai 65 giorni.  
Per il parto di solito non vi sono grandi problemi, questa è una razza naturale, forte, che per sopravvivere ha sempre combattuto con la natura, ma è bene comunque rivolgersi al proprio veterinario in caso di dubbi.  
Le cucciolate in genere sono formate da 3-4 cuccioli ma non sono rari parti che vanno dai 4 ai 7 cuccioli. La mamma di solito è molto attenta alla loro crescita e riesce ad occuparsi di tutti senza nessun problema.  
I cuccioli comunque vanno pesati quotidianamente per poter intervenire al primo cenno di dimagrimento, che potrebbe essere sintomo di qualche problema.  
Dopo poco più di un mese circa comincerà lo svezzamento e in questo periodo il ruolo della mamma e dei fratelli è fondamentale per una crescita equilibrata. I cuccioli apprendono molto facilmente a tenersi puliti da soli e sin dalla più tenera età imparano ad utilizzare la cassetta e giocando insieme alla mamma e ai fratellini imparano l'arte della caccia (arte in cui il nostro Norvegese è un vero maestro anche se si limita a qualche mosca ogni tanto).  
Fin dalla nascita è importantissimo coccolare i cuccioli ed abituarli alla presenza umana in modo che possano sviluppare tutte le caratteristiche del carattere del Norvegese, esaltandone in particolare la dolcezza. Un gatto con un equilibrio corretto affronterà la vita senza timori.  
La crescita è veloce nel primo anno di vita, poi continua ad irrobustirsi fino a raggiungere la completa maturità all’età di 4/5 anni. 
 
Come si calcola la data del parto? 
La gravidanza nei gatti dura circa nove settimane, ora è chiaro che se si conosce la data dell'accoppiamento, stabilire anche quella approssimativa del parto è estremamente semplice.  
Tuttavia possono capitare dei casi in cui non si sa quando la gatta è entrata in dolce attesa. In questi casi possiamo far riferimento ad uno dei sintomi che appaiono durante la gravidanza: intorno alla terza settimana compare un arrossamento dei capezzoli. A questo punto basta aggiungere sei settimane dalla comparsa dei rossori per avere una data indicativa del lieto evento. 
 
 
Il Norvegese tra storia e leggenda 
LA LEGGENDA 
La storia del Norvegese risale a tempi antichi, quando gli uomini non avevano ancora una spiegazione scientifica per tutto ciò che ci circonda e il mondo era dominato dagli dei. 
Narra un’antica leggenda Vichinga che tanto, tanto tempo fa, in un lontano paese del Nord, viveva una bellissima dea. Freya trascorreva il suo tempo in compagnia di alcuni gatti di colore bianco, dall’aspetto maestoso e con il mantello fitto, lungo e soffice al tatto, che la deliziavano nelle sue tristi giornate facendole tante tante fusa. Freya era la dea della fertilità e dell’amore; si divertiva molto ad andare in giro sopra ad un carro trainato da una muta di questi fantastici e maestosi gatti simili nell’aspetto ai moderni norvegesi della Foresta. Per questo tra i Vichinghi era usanza regalare ad una giovane coppia di sposi un gattino in segno di augurio.
 
Un'altra leggenda racconta che Thor, il possente dio della folgore, si rivelò incapace di sollevare da terra un gatto di questa razza, talmente era pesante. 
Le origini di questi magnifici felini si perdono dunque nella notte dei tempi, evocando epoche lontane nonché il leggendario popolo dei Vichinghi. Pare infatti, che i progenitori dei nostri maestosi gattoni fossero impiegati dai Vichinghi nei lunghi viaggi sui mari per tenere sgombro dai topi le stive delle navi e divenne in poco tempo anche il gatto domestico delle loro case.
 
 
 
LA STORIA 
Le grandi foreste della penisola scandinava, dove per sei mesi l’anno la temperatura scende a 20 gradi sotto lo zero, sono state lo scenario in cui si è formato lo “Skogkatt” che nella lingua d’origine significa “gatto dei boschi”.La prima notizia storica sul “gatto Norvegese delle Foreste è datata 1599, quando un sacerdote naturalista norvegese di nome Clauson Friis, descrisse e classificò un felino del tutto simile ad una lince per i ciuffi di pelo sulle orecchie e per l’abbondante pelliccia, amante dell’acqua e cacciatore di pesci. Poi silenzio sino al 1835, quando due scrittori Norvegesi Asbjörnsen e Moe creano un protagonista felino dalla coda lunga e folta per le loro favole popolari. Nel 1912 Gabriel Scott scrisse un libro per bambini il cui protagonista è un gatto Norvegese delle Foreste di nome Silverfacks. Verso gli anni 30 alcuni allevatori Scandinavi s’interessarono attivamente a questo felino autoctono.
 
 Eu.Ch. PAN'S POLARIS, DM
Iniziarono così un allevamento con l’obiettivo di salvaguardare l’originalità della specie, selezionando i soggetti per la loro morfologia e la folta pelliccia, cercando di preservarlo da accoppiamenti con gatti a pelo corto. 
Come molte altre razze anche il Norvegese conobbe un momento di declino durante la Seconda Guerra mondiale per poi ripartire di nuovo negli anni cinquanta.  Tuttavia solo verso gli anni 70, con l’incombente pericolo d’estinzione (tra le cause, l’estensione delle città e la diffusione di gatti a pelo coro), furono messi a punto dei programmi di allevamento
I primi rappresentanti di quest’affascinante razza comparvero in esposizione nel 1969. Dovremo però aspettare il 1973, quando H. Nordane ed E. Runas della Federazione Felina Norvegese iniziarono il primo serio programma di selezione ed allevamento. 
 
PAN'S TRULS
Nel 1974 viene registrata al libro origine norvegese la prima coppia di nome Pippa e Truls che dà vita ai primi cuccioli. Nel 1975 venne fondato il Norsk Skogkattring Club che decretò a questa meravigliosa razza un successo inaspettato. 
Due anni più tardi, nel 1977, il riconoscimento ufficiale da parte della Federazione Internazionale (F.I.Fe), gli assicurò la consacrazione nel mondo felino. Nel 1984 allevatori americani aderenti alla T.I.C.A. (The International Cat Association) stabilirono lo standard della razza. Nel 1987 anche il C.F.A. (Cat Fancier’s Association) registrò il suo primo Norvegese e sei anni più tardi la razza venne riconosciuta ufficialmente e lo standard definito.