Benvenuti a tutti. 
Mi chiamo Barbara e come tanti altri ho scoperto i Norvegesi per caso,  ma  una volta conosciuto questo splendido gatto, me ne sono innamorata. 
Il mio è un allevamento amatoriale e ciò significa che non ho cuccioli a ripetizione per tutelare la salute dei miei gatti ma anche per poter dare tutte le cure e le coccole necessarie ai piccoli per un corretto sviluppo fisico e caratteriale. 
Dopo la mia prima "norvegesina" (presa come pet quando ancora non ero contagiata dalla norvegesite) è arrivata la mia fatina silver. Una è la mente e l'altra il braccio. Per chi è esperto di cartoni o ha figli come me, può immaginarsele come "Mignolo e il Prof" (cartone della Disney). 
E poi finalmente è arrivato il nostro maschietto Fuego... sempre allegro e vivace, mai arrabbiato e mai impaurito... un vero norvegese! 
Se vi va curiosate qua e là alla scoperta dei Norvegesi e se avete domande o informazioni da chiedere contattatemi pure. Sarò felice di rispondervi. 
 
 
 
Il perchè di un nome. 
 
Credo che la scelta del nome dell'allevamento  sia difficile per tutti. Uno non va bene perchè troppo lungo, l'altro non è disponibile, ecc. E poi arriva quello giusto.  
Io ho trovato il nome nel mondo di Tolkien (più precisamente nel Silmarillion). 
Nimbrethil è il nome di una foresta di betulle.  
Il motivo per cui l'ho scelto è che la Betulla è un albero sacro per tutta la mitologia nordica 
La Betulla è la prima pianta a germogliare nelle foreste nordiche; i Celti la consideravano albero “aurorale” ed albero del solstizio d’inverno in quanto credevano che fosse il primo albero apparso sulla terra.  
Gli antichi popoli celtici avevano i Bardi e i Druidi, unità sacre dei villaggi. Essi scrivevano delle formule segrete con l’alfabeto “Ogham” e usavano le Rune a scopi divinatori. La betulla è il primo segno o la prima lettera dell’alfabeto Ogham. 
“Beth” rappresenta la chiave, l’iniziativa, e la sua Runa corrispondente è Berkana (letteralmente è il "ramo di betulla"), dall'islandese bjork e dall'inglese antico beorc. La Runa della Betulla raccoglie in assoluto il simbolismo della fase primaverile; dona quindi ricchezza, fertilità, amore, abbondanza, spensieratezza e felicità; il rinnovamento dopo il lungo sonno invernale, l’energia cosmica legata alla natura ed alla terra, l’albero che non dà frutti, ma i suoi rami si estendono al cielo in contatto con l’assoluto. 
Nella mitologia celtica, data la colorazione della sua corteccia, che nelle notti di luna piena assume riflessi argentei, la betulla era la pianta della Grande Madre, legata alla femminilità e quindi all’Altromondo, il mondo al di là del velo della realtà e della materia. La Dea maggiormente legata a quest’albero, rispetto ad altre, era Brighid, il cui nome stesso ha origine dalla radice “birgh”, che significa, per l’appunto, betulla.  
E sapete come si chiamava il carro della dea Freya, che veniva trainato da due splendidi gatti norvegesi? Guarda caso si chiamava proprio BETULLA! 
Quindi quale posto migliore dove immaginarsi i nostri folletti pelosi se non una foresta di betulle?